Click on the flag to choose the language.

​La conversione chiesta da Papa Francesco ·

Osservatore Romano 22 luglio 2017

 L’ostacolo maggiore che si frappone alla conversione che Papa Francesco vuol far fare alla Chiesa è costituito, in qualche misura, dall’atteggiamento di buona parte del clero, in alto e in basso. Atteggiamento, talvolta, di chiusura se non di ostilità. Come i discepoli nell’Orto degli ulivi, ancora i suoi discepoli dormono. Il fatto è sconcertante. Per questa ragione il fenomeno va esaminato a fondo, nelle sue cause e nelle sue modalità. Il clero trascina dietro di sé le comunità, che invece dovrebbe essere accompagnata in questo straordinario momento. Gran parte dei fedeli hanno compreso, nonostante tutto, il momento favorevole, il kairós, che il Signore sta donando alla sua comunità. Gran parte dei fedeli è in festa. Tuttavia quella porzione più vicina a pastori poco illuminati viene mantenuta dentro un orizzonte vecchio, l’orizzonte delle pratiche abituali, del linguaggio fuori moda, del pensiero ripetitivo e senza vitalità. In fondo, il Sinedrio è sempre fedele a se stesso, ricco di devoto ossequio al passato scambiato per fedeltà alla tradizione, povero di profezia. Quali le ragioni di tutto ciò?

 

È un libro che ricostruisce gli incontri (e gli scontri) tra le religioni e lo Stato, per individuare le origini delle complesse tensioni che spesso agitano ancora oggi il dibattito politico e la cronaca quotidiana. Il percorso proposto indaga su istituzioni civili e religiose, famiglia, scuole e altri luoghi educativi, interrogandosi sul difficile presente della democrazia e sulle forme di convivenza nelle società multiculturali

 Più che dare risposte, bisognerebbe imparare a fare domande, puntare sugli strumenti e non soltanto sulle finalità, costruire relazioni personali, rapporti sociali e strutture istituzionali in grado di alimentare la coesione sociale inclusiva delle differenti identità. L’essenziale della fede cristiana è la scelta di stare in mezzo,

      Appartiene alla tradizione dei movimenti intellettuali cattolici riflettere sul ruolo sociale della religione e sulle sue ricadute in ambito culturale e politico, nel tentativo (e con l’ambizione, in alcune circostanze) di essere soggetto attivo di tali trasformazioni. Si tratta di temi ai quali in tempi relativamente recenti hanno anche prestato attenzione uomini e donne di diversa provenienza geografica e culturale che hanno proposto molteplici considerazioni sulla rilevanza della religione nell’epoca della post-modernità.

Download the document

 Come vede lei la situazione della Chiesa?

«La Chiesa è stanca, nell’Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l’apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? (...) Il benessere pesa. Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. Lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità. Quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo. Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. Dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci? Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell’istituzione».

Chiesa, industria e organizzazioni operaie

a Torino (1948-1965)

di Marta Margotti

a cura della Fondazione Vera Nocentini

Edizioni Angolo Manzoni, Torino 2012

      La fabbrica dei cattolici.Chiesa, industria e organizzazioni operaie a Torino (1948-1965) è il titolo del libro di Marta Margotti, storica dell’Università di Torino, in cui sono ricostruiti i rapporti tra cattolicesimo, movimento operaio e imprenditori negli anni del «miracolo economico», quando la «città dell’auto» assunse un ruolo di primo piano nello sviluppo italiano.

     A Torino la pervasività del modello industriale della Fiat, la presenza di forti tradizioni laiche e liberali, il diffuso radicamento delle culture socialista e comunista, gli intensi flussi di immigrazione e la stessa segmentazione del mondo cattolico posero alla Chiesa questioni nuove.

1. Un saluto tutto speciale a voi, ricercatori della verità, a voi, uomini di pensiero e di scienza, esploratori dell’uomo, dell’universo e della storia, a voi tutti, pellegrini in marcia verso la luce, e anche a quelli che si sono fermati nel cammino, affaticati e delusi da una vana ricerca.