Europa, un continente senza anima?

     Il dolore per la morte di due nostri concittadini nel confuso campo di battaglia libico ha nuovamente attizzato il fuoco di un contrasto politico interno che si espande ormai senza alcun freno verbale, ed ha alimentato un sentimento di paura e di chiusura all’interno dei nostri confini. L’Europa si sta frantumando, come un gigante dai piedi d’argilla, sotto la pressione di migliaia di uomini, donne, bambini provenienti dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan, e da una miriade di paesi africani. Ormai neppure la sottile ( e spesso disumana) distinzione fra profughi e immigrati “economici” viene più evocata, di fronte alle moltitudini che si accampano presso recinti presidiati.